2 GIORNI IN DOLOMITI 18 E 19 LUGLIO 2015

Tra un mesetto ci sarà la due giorni, tradizionale appuntamento che ogni anno ci porta in magnifici posti. Se le Dolomiti sono decantate da tutti come una meraviglia, per me questo tratto è tra i più spettacolari. Lo abbiamo percorso in compagnia un paio di estati fa mentre facevamo l’alta via n.2. E sarà un piacere ripercorrerlo con un gruppo ancora più numeroso di amici. 

bbbb 521                      bbbb 537    Partiremo dal Passo Gardena per risalire grazie al mitico sentiero 666 nel canalone che porta al rifugio Cavazza al Pisciadù, nell’ultimo tratto troveremo alcune catene che ci aiuteranno nel nostro cammino.

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Arriveremo al rifugio Cavazza al Pisciadù in luogo fantastico in riva ad un lago dai bellissimi riflessi incastonato in una corona di pareti mozzafiato.  Continueremo a salire tra le bastionate fino a sbucare in cima all’altopiano del Sella dove la vista si aprirà a 360 gradi dal cuore delle Dolomiti.

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A fine luglio del 2013 c’era ancora molta neve. Ma quest’anno è già andata via tutta, non preoccupatevi! Raggiunto il rifugio Boè possiamo finalmente riposare. Chi invece ne ha ancora nelle gambe può salire fino al Pizzo Boè dove la vista è ancora più grandiosa. Ceneremo e dormiremo al rifugio. Domenica mattina ci dirigiamo verso la forcella del Pordoi, chi vuole può scendere all’omonimo passo in funivia, altrimenti per ripidi tornanti ci ritroveremo in breve sulla strada proprio davanti al monumento a Coppi.

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Una volta attraverato il passo possiamo prendere il verdissimo e rilassante sentiero “Viel del Pan”. Alle nostre spalle godremo della vista del Sella mentre davanti a noi si erge la Marmolada con i sui ghiacciai e il Lago Fedaia dove ci aspetta il bus per il rientro.

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Buna gita a tutti.

Chichi  😉 

 

 

Resegup 2015

Terminata la sesta edizione della Resegup

Primo tra gli uomini il Lecchese Nicola Golinelli

Prima tra le donne la Rumena Denisa Dragomir

ecco i nostri soci Sergio Riva , Filippo Cattaneo e Giovanni Dell’era

Fateci pervenire foto di selini che hanno partecipato e le pubblicheremo.

 

Video Ufficiale Resegup 2015

Dettagli gita al Monte Grappa

Domenica 14 giugno 2015

Salita al Monte Grappa lungo il sentiero delle Meatte

Spettacolare salita lungo una mulattiera militare perfettamente conservata con grandi panorami.

PARTENZA ORE 6,00 parcheggio Ezio Galli

Itinerario: San Liberale (595 mt)

Malga Val Vecchia (1542 mt)

Monte Grappa (1775 mt)

Tempo di cammino 5 ore solo salita

Chi volesse potrà rimanere a bordo del bus e salire in vetta per visitare il sacrario, la galleria Vittorio Emanuele ed il museo. Si torna tutti insieme in bus dalla cima del Grappamtg3

Quota bus soci SEL 20€  non soci 25€

Iscrizioni in sede oppure on-line direttamente da questo sito

Al Sasso Canale

Sasso Canale Legnone e Lago di Como

Domenica 24 maggio 2015 siamo andati al Sasso Canale. Si va con l’auto fino a Gera Lario dove si svolta a destra seguendo le indicazioni per Montemezzo e poi per San Bartolomeo, praticamente sempre a destra, fino a quando la strada finisce a quota 1200 metri circa. Già da li c’è un bellissimo panorama. Salendo in auto ci ha attraversato la strada un bel cerbiattone!! La mattina il cielo era azzurro e l’aria fresca. Siamo partiti poco prima delle 9, inizialmente nel bosco lungo una carrareccia e poi siamo sbucati all’alpe di mezzo dopo un’oretta. Qui finisce la strada che possono percorrere solo i proprietari delle baite. C’è una bella fontana con l’acqua fresca. Vediamo davanti a noi la meta finale, il Sasso Canale, mentre alla nostra destra c’è il monte Berlinghera. Per raggiungere quest’ultimo ci vuole ancora un’ora di cammino e sono 700 metri di dislivello in totale. E’ una bella gita da fare anche in autunno prima che nevichi ma anche con le ciaspole. Da lassù c’è un bellissimo panorama. Ovviamente la neve non deve esserci sulla strada perchè è stretta e tutta tornanti, immagino che farla con giù la neve sia un’avventura. Noi attraversiamo l’alpeggio e ci dirigiamo a est, con vari tornanti saliamo di quota e poi un traverso per pratoni ci porta ad una bella sella con vista oltre che sul lago anche sulla Valchiavenna. Qui l’arietta si fa più freschina anche perchè siamo ormai a 2000 metri. La vegetazione lascia il posto alle grosse pietre che si fanno sempre più instabili fino ad un canaletto decisamente franoso ma che senza particolari difficoltà ci porta ad un colletto che ci da accesso ad un bellissimo e selvaggio anfiteatro con al centro un minuscolo laghetto. Si cammina sul bordo sommitale del “teatro” dove c’è ancora neve e in breve raggiungiamo la vetta. Avevamo notato già dal basso che i famosi ripetitori non si vedono più. Adesso che siamo in cima costatiamo che in effetti dei ripetitori nemmeno l’ombra, e si che erano due e belli grandi. C’è giusto una piccola antenna con un’armadietto del soccorso alpino. Giorgio c’era già stato e si ricorda bene di dove erano posizionati, ma niente…smaterializzati. Meglio così perchè erano proprio brutti. Ci abbiamo messo 3 ore giuste per 1200 metri di dislivello, siamo arrivati un po’ alla spicciolata ma senza grossi ritardi. Dopo una breve riflessione ci siamo accorti che quello non è il Sasso Canale, ma il Sasso Bianco. Per raggiungere il Sasso Canale bisognerebbe scendere un pochino per poi risalire per un breve tratto ma vedendolo davanti a noi abbiamo rinunciato sia perchè c’è ancora della neve, sia perchè era uno sfasciume unico e siccome anche le altre persone che abbiamo trovato lungo il cammino non si sono arrischiate a salire, non l’abbiamo fatto nemmeno noi. Dopo la contemplazione e il riconoscimento delle varie cime che ci circondano e dopo aver indossato anche l’ultimo indumento svuotando lo zaino compresa giacca a vento e berretta, decidiamo di scendere a mangiare a quote più miti. Ripercorso il canaletto un po’ difficoltoso in breve raggiungiamo il pendio erboso e le pecore. Nel cielo intanto compaiono i nuvoloni e fa sempre un po’ freddino. Così decidiamo di scendere ancora e al primo sole un ammutinamento di Luisa ci consente un’altra sosta con pisolo sui sassi belli caldi. Ripreso il cammino facciamo una piccola deviazione rispetto all’andata, torniamo all’alpe di Mezzo e poi sulla carrareccia. Poco prima di raggiungere le auto recuperiamo svariati pezzi di legno che avevamo individuato all’andata così siamo sicuri che quando andremo a trovare Laura quest’inverno staremo al calduccio!!! Alla macchina pausa merenda con ciliegie e poi a Gera Lario sosta gelato. Per fortuna non c’era neanche un filo di coda così alle 19 siamo di ritorno a Lecco.

Chichi